Mandibola bloccata: cause, cosa fare subito e come si sblocca
Se state leggendo con la mandibola che non si apre, o che non si richiude, la prima cosa da sapere è che nella maggior parte dei casi si gestisce senza interventi complessi, e che forzare è la cosa da evitare. In questa guida il nostro studio dentistico spiega come riconoscere il tipo di blocco, cosa fare subito, cosa non fare e come si tratta.

Cosa significa avere la mandibola bloccata
La mandibola bloccata è una condizione in cui l'articolazione della mandibola perde temporaneamente la sua normale mobilità e la bocca non riesce ad aprirsi o a chiudersi completamente. Esistono due forme opposte: la bocca che non si apre oltre pochi millimetri e la bocca che resta aperta e non si richiude. La causa più frequente è lo spostamento del piccolo disco di cartilagine dell'articolazione, il menisco, che non torna nella sua posizione durante il movimento. Altre cause sono la contrattura acuta dei muscoli masticatori, i traumi e le infiammazioni dell'articolazione. Il blocco non va forzato: quando serve una manovra per sbloccarlo, va eseguita da un professionista, e intervenire presto rende il trattamento più semplice.
Bocca che non si apre e bocca che non si chiude: due situazioni opposte
Riconoscere quale delle due si ha cambia cosa fare.
La bocca non si apre (blocco a bocca chiusa)
È la forma più frequente. La bocca si apre solo in parte, di solito di due o tre centimetri invece dei quattro o cinque normali, e aprendo la mandibola devia verso il lato bloccato. Spesso si avverte dolore davanti all'orecchio da quel lato. È il motivo per cui molte persone cercano "mandibola bloccata da un lato".
Nella maggior parte dei casi dipende dal disco articolare, che si è spostato in avanti e non si riposiziona più, facendo da ostacolo al movimento. Non è un'emergenza immediata, ma va valutata entro pochi giorni.
La bocca non si chiude (blocco a bocca aperta)
Succede di solito dopo uno sbadiglio molto ampio, una risata, un morso a un panino voluminoso o una seduta dal dentista con la bocca aperta a lungo. La mandibola resta aperta e spostata in avanti, non si riesce a chiudere e a parlare bene. Si parla di lussazione: la testa della mandibola ha superato un rilievo osseo davanti all'articolazione e non riesce a rientrare.
È la situazione più impressionante, ma spesso anche la più semplice da risolvere per un professionista. Richiede però un intervento rapido: se non si riesce a raggiungere subito il proprio dentista, bisogna rivolgersi al pronto soccorso.
Perché la mandibola si blocca: le cause
Spostamento del disco articolare. È la causa più frequente del blocco a bocca chiusa. Spesso è preceduto da mesi o anni di click all'apertura della bocca. Un segnale tipico è che il click, a un certo punto, scompare e al suo posto compare la difficoltà ad aprire: non è un miglioramento, ma il segno che il disco non torna più in posizione.
Contrattura acuta dei muscoli masticatori, per esempio dopo un periodo di forte serramento dei denti o di stress intenso. In questo caso il blocco è muscolare e l'articolazione è libera.
Apertura eccessiva della bocca, con uno sbadiglio, una seduta odontoiatrica lunga o un'anestesia generale con intubazione. È la causa tipica del blocco a bocca aperta, soprattutto in chi ha articolazioni molto mobili.
Traumi, come un colpo al mento o una caduta.
Infiammazione o artrosi dell'articolazione.
Il significato del click e quando preoccuparsene è spiegato nella guida sulla mandibola che scrocchia.
Mandibola bloccata al risveglio
Una situazione frequente è la mandibola rigida o bloccata appena svegli, che si sblocca lentamente nel corso della mattinata. Di solito il responsabile è il serramento o il digrignamento dei denti durante il sonno: i muscoli masticatori lavorano per ore, si affaticano e al mattino faticano a rilassarsi. A volte al blocco si associano mal di testa alle tempie e denti indolenziti.
In questi casi il blocco è per lo più muscolare e tende a migliorare con il calore, qualche movimento lento di apertura e chiusura e il passare delle ore. Se però si ripete spesso, è il segnale che durante la notte la mandibola è sovraccaricata, e conviene farlo valutare: un bite su misura e la gestione delle cause del serramento riducono il carico notturno. Ne parliamo nella guida sul bruxismo.
Cosa fare subito se la mandibola si blocca
Mantenere la calma. L'ansia aumenta la contrazione dei muscoli e peggiora il blocco. Respirare lentamente aiuta anche la mandibola.
Applicare calore umido sulle guance e davanti all'orecchio per dieci o quindici minuti, più volte al giorno, se il blocco è a bocca chiusa.
Mangiare cibi morbidi o liquidi, che non richiedono di aprire molto né di masticare.
Assumere un antinfiammatorio, se il medico lo ritiene indicato, per ridurre dolore e infiammazione nella fase acuta.
Contattare lo studio dentistico in tempi brevi, soprattutto se il blocco è comparso da poco.
In caso di bocca che non si chiude, non aspettare: contattare subito il dentista o andare al pronto soccorso.
Cosa non fare con la mandibola bloccata
Non tentare manovre di sblocco viste online o sui social. La manovra di riduzione richiede di conoscere l'anatomia dell'articolazione e di sapere quale tipo di blocco si ha. Fatta male, può danneggiare l'articolazione o peggiorare lo spostamento del disco.
Non forzare l'apertura con le dita o con oggetti.
Non masticare cibi duri o gomme per cercare di sbloccare la mandibola.
Non far tentare la manovra a familiari o amici, anche in buona fede, soprattutto nel blocco a bocca aperta.
Non rimandare per settimane. Un blocco recente si tratta più facilmente di uno che dura da tempo.
Come si sblocca la mandibola: il trattamento
Il primo passo è sempre la valutazione, perché il trattamento cambia a seconda che il blocco dipenda dall'articolazione o dai muscoli.
Nel blocco a bocca aperta il professionista riporta la testa della mandibola nella sua posizione con una manovra manuale specifica, a volte dopo aver rilassato i muscoli. In genere il sollievo è immediato; nei giorni successivi si consiglia di limitare l'apertura della bocca.
Nel blocco a bocca chiusa di origine articolare, se il blocco è recente, si può tentare una manovra di riposizionamento del disco, eseguita dal clinico. Anche quando il disco non torna in posizione, con terapia antinfiammatoria, esercizi guidati e, spesso, un bite in molti casi si recupera un'apertura sufficiente per le attività quotidiane e il dolore si riduce nel tempo.
Nel blocco di origine muscolare si lavora sul rilassamento dei muscoli: calore, farmaci indicati dal medico per brevi periodi, esercizi e fisioterapia mandibolare.
Nei casi che non rispondono, si valutano esami come la risonanza magnetica e, presso strutture specialistiche, procedure poco invasive come il lavaggio dell'articolazione.
Nel nostro studio la prima fase è sempre diagnostica. Il percorso è descritto nella pagina dedicata alla gnatologia e posturologia, e il quadro più ampio dei disturbi dell'articolazione è spiegato nella guida sulle disfunzioni dell'ATM.
Quando andare al pronto soccorso
Oltre alla bocca che non si chiude, alcuni segnali indicano che il blocco potrebbe non essere un problema dell'articolazione e vanno valutati con urgenza:
difficoltà ad aprire la bocca insieme a febbre, gonfiore del viso o del collo, oppure dolore intenso a un dente, soprattutto a un dente del giudizio: può trattarsi di un'infezione;
difficoltà a deglutire o a respirare;
blocco comparso dopo un trauma importante al viso.
Come evitare che si ripeta
Chi ha avuto un episodio di blocco ha una probabilità maggiore di averne altri. Alcune attenzioni riducono il rischio:
gestire il serramento e il digrignamento dei denti, con un bite notturno quando indicato;
fare con costanza gli esercizi mandibolari consigliati, come quelli descritti nella guida sugli esercizi per rilassare la mandibola;
evitare aperture molto ampie: sbadigliare con la mano sotto il mento, tagliare i panini a pezzi;
avvisare il dentista degli episodi precedenti, così che nelle sedute lunghe preveda pause e sostenga la mandibola;
fare controlli gnatologici periodici se gli episodi si ripetono.
Un blocco recente si tratta meglio di uno che dura da tempo. Per una valutazione si può contattare la segreteria del nostro studio.
Articolo a cura di Dott. Alessandro Parisi, Centro dentale Andriolo. Scopri il team del Centro.
FAQ
La mandibola bloccata si sblocca da sola?
A volte sì, soprattutto quando il blocco è di origine muscolare: con calore, cibi morbidi e riposo può risolversi in alcuni giorni. Quando dipende dallo spostamento del disco articolare, raramente si risolve da solo e conviene farlo valutare presto.
Posso sbloccarmi la mandibola da solo?
No. Le manovre di sblocco richiedono di conoscere l'anatomia dell'articolazione e di sapere quale tipo di blocco si ha. Tentarle da soli, o farle tentare da altri, può danneggiare l'articolazione o peggiorare il problema.
Quanto tempo ho per intervenire su un blocco della mandibola?
Prima si interviene, più semplice è il trattamento. La bocca che non si chiude va trattata subito. La bocca che non si apre non è un'emergenza immediata, ma va valutata entro pochi giorni.
Il click della mandibola è sparito e ora non riesco ad aprire bene: è normale?
Non è un miglioramento. Quando un click presente da tempo scompare e al suo posto compare la difficoltà ad aprire la bocca, di solito significa che il disco articolare non torna più in posizione. Serve una valutazione.
Meglio caldo o freddo sulla mandibola bloccata?
In genere il calore umido è più indicato, perché rilassa i muscoli contratti. Il freddo si usa soprattutto dopo un trauma o in presenza di gonfiore. Nel dubbio è meglio chiedere al dentista.
Il blocco della mandibola è un'urgenza?
La bocca che resta aperta e non si chiude richiede un intervento rapido: se il dentista non è raggiungibile subito, bisogna andare al pronto soccorso. Lo stesso vale se il blocco si accompagna a febbre, gonfiore o difficoltà a deglutire. La bocca che non si apre, senza questi segnali, va valutata entro pochi giorni.
Perché la mandibola si blocca al mattino?
Nella maggior parte dei casi per il serramento o il digrignamento dei denti durante il sonno, che affaticano i muscoli masticatori. Il blocco al risveglio è di solito muscolare e migliora nel corso della mattinata. Se si ripete spesso, conviene una valutazione per ridurre il carico notturno sulla mandibola.


