Piorrea, cura e costi: quanto costa curarla e da cosa dipende il prezzo

"Quanto mi costerà?" è una delle prime domande di chi scopre di avere la piorrea, ed è una domanda legittima. La risposta onesta è che non esiste un prezzo unico, ma esiste un modo chiaro per capire da cosa dipende. In questa guida il nostro studio dentistico spiega quali voci compongono il costo della cura, cosa lo fa variare, quante sedute servono e quali detrazioni sono previste.
Perché non esiste un prezzo unico per curare la piorrea
Il costo della cura della piorrea, cioè della terapia della parodontite, non è standard: varia in base allo stadio della malattia, al numero di denti e di zone della bocca da trattare, alla necessità o meno di interventi chirurgici, al numero di sedute e al programma di mantenimento successivo. Per questo un preventivo attendibile si può formulare solo dopo una visita parodontale con sondaggio completo ed eventuali radiografie, che permettono di stabilire la gravità della malattia e il percorso necessario.
Due persone con la stessa diagnosi di "piorrea" possono avere situazioni molto diverse. In una la malattia interessa pochi denti ed è in fase iniziale, e si controlla con la sola terapia non chirurgica. Nell'altra è estesa a tutta la bocca, con tasche profonde e difetti ossei, e richiede più fasi di trattamento. Il nome è lo stesso, il lavoro necessario no. Cos'è la malattia e come si sviluppa è spiegato nell'articolo sulla piorrea.
Le voci che compongono il costo
Un preventivo per la terapia parodontale non è una cifra unica: è la somma di fasi successive, e sapere quali sono aiuta a leggerlo e a confrontarlo.
La visita e la diagnosi
La prima voce è la visita parodontale: la misurazione delle tasche attorno a ogni dente, la registrazione di sanguinamento e mobilità in una cartella parodontale e le radiografie necessarie per valutare l'osso. È la fase che stabilisce stadio e grado della malattia, e senza la quale nessun preventivo ha fondamento.
La terapia non chirurgica
È in genere la voce principale. Comprende le istruzioni per l'igiene domiciliare e la strumentazione sottogengivale, cioè la pulizia delle radici all'interno delle tasche, eseguita di norma in anestesia locale. Di solito la bocca viene trattata per settori, in più sedute, e il costo dipende soprattutto da quante zone sono coinvolte e da quanto sono profonde le tasche.
La rivalutazione
Dopo alcune settimane dalla terapia non chirurgica si ripete il sondaggio per verificare come hanno risposto i tessuti. È un passaggio necessario, perché da questo controllo dipende il resto del percorso: in molti casi la malattia risulta controllata e si passa al mantenimento.
L'eventuale chirurgia
Se alcune tasche restano profonde, si valutano interventi chirurgici mirati sulle zone che non hanno risposto. Il costo varia molto in base al tipo di intervento: un intervento di accesso per pulire la radice ha una complessità diversa da un intervento rigenerativo, che utilizza materiali specifici per recuperare parte del supporto perso. Non tutti i pazienti ne hanno bisogno, e quando serve riguarda di solito solo alcune zone della bocca.
Il mantenimento
È la voce che si dimentica più spesso e che conviene considerare fin dall'inizio. Dopo la fase attiva, chi ha avuto una parodontite ha bisogno di sedute di controllo e pulizia professionale periodiche, a intervalli in genere compresi tra tre e sei mesi. Sono sedute simili a un'igiene professionale, ma più mirate, e sono ciò che mantiene nel tempo il risultato della terapia.
I fattori che fanno variare il preventivo
A parità di voci, il preventivo può cambiare molto da una persona all'altra. I fattori principali sono:
• Lo stadio della malattia. Negli stadi iniziali la terapia è più breve e spesso solo non chirurgica; negli stadi avanzati servono più sedute e più spesso interventi aggiuntivi. Come si riconoscono gli stadi è spiegato nella guida ai sintomi della parodontite.
• L'estensione. Una parodontite localizzata su alcuni denti richiede meno lavoro di una generalizzata a tutta la bocca.
• La velocità di progressione e i fattori di rischio. Fumo e diabete non compensato rallentano la risposta dei tessuti e possono richiedere sedute aggiuntive o controlli più ravvicinati.
• La risposta alla prima fase. Se la terapia non chirurgica è sufficiente, il percorso si chiude con il mantenimento; se alcune zone non rispondono, si aggiungono altre fasi.
• Altri trattamenti collegati. A volte la terapia parodontale si inserisce in un piano di cura più ampio, con estrazioni, protesi, riallineamento dei denti o impianti. Sono trattamenti con un preventivo a parte, da valutare solo dopo che la malattia è stata stabilizzata.
Quante sedute servono e quanto dura la cura
La terapia non chirurgica richiede in genere da due a quattro sedute, a seconda di quante zone della bocca sono coinvolte, seguite dalla rivalutazione dopo alcune settimane. Nei casi più estesi, o quando serve la chirurgia, le sedute aumentano e il percorso si allunga di alcuni mesi.
In totale, la fase attiva della terapia dura di solito da qualche settimana a qualche mese. Poi inizia il mantenimento, che non ha una data di fine: la piorrea non si "finisce di curare", si tiene sotto controllo nel tempo. È un aspetto da considerare quando si valuta il costo complessivo, perché le sedute di mantenimento fanno parte della cura quanto la fase iniziale.
Perché conviene intervenire presto
La parodontite non trattata continua ad avanzare, e con il tempo la cura diventa più complessa: tasche più profonde, più zone coinvolte, più spesso la necessità di chirurgia. Quando la malattia porta alla perdita di uno o più denti, alle spese per la terapia parodontale si aggiungono quelle per sostituirli, che richiedono a loro volta una bocca stabilizzata per durare nel tempo. Intervenire presto, quando la malattia è in uno stadio iniziale, è il modo più semplice per contenere sia l'impegno sia i costi.
Detrazioni fiscali, SSN e assicurazioni
La terapia parodontale rientra tra le spese sanitarie detraibili. Nella dichiarazione dei redditi si può detrarre il 19% della spesa per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Per le prestazioni eseguite in uno studio privato non convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, la detrazione è ammessa solo se il pagamento è tracciabile, per esempio con carta, bancomat o bonifico, e serve la fattura intestata al paziente. Le spese sanitarie sono escluse dal limite alle detrazioni previsto per i redditi più alti.
Il Servizio Sanitario Nazionale garantisce le cure odontoiatriche solo ad alcune categorie di persone in condizioni di vulnerabilità sanitaria o sociale, secondo criteri definiti a livello nazionale e dalle singole Regioni. Per sapere se si rientra in queste categorie ci si rivolge alla propria ULSS. Nella maggior parte dei casi la terapia parodontale è a carico del paziente.
Alcune polizze sanitarie e fondi integrativi, anche aziendali, coprono in parte le cure parodontali. Le condizioni variano molto da una polizza all'altra: conviene verificare prima dell'inizio della terapia quali prestazioni sono coperte e quale documentazione è richiesta.
Come ottenere un preventivo nel nostro studio
Nel nostro studio il preventivo per la cura della parodontite viene formulato dopo la visita parodontale, con il sondaggio completo e le radiografie necessarie. Il piano di cura viene presentato e spiegato prima di iniziare, così da sapere in anticipo cosa comprende la fase attiva e come sarà organizzato il mantenimento. Se nel corso della terapia emerge la necessità di un passaggio non previsto, come un intervento chirurgico dopo la rivalutazione, viene discusso e preventivato prima di procedere.
La parte parodontale è seguita dai nostri odontoiatri insieme agli igienisti e agli altri professionisti del centro. Il percorso di terapia è descritto nella pagina dedicata alla cura della parodontite, e per fissare una visita si può contattare la segreteria.
Articolo a cura di Dott. Alessandro Parisi, Centro dentale Andriolo. Scopri il team del Centro.
FAQ
Quanto costa curare la piorrea?
Non esiste un prezzo unico: il costo dipende dallo stadio della malattia, dal numero di zone della bocca da trattare, dalla necessità di interventi chirurgici e dal programma di mantenimento. Un preventivo attendibile si può formulare solo dopo la visita parodontale con sondaggio completo e radiografie.
La terapia parodontale è detraibile?
Sì. Si può detrarre il 19% della spesa per la parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Negli studi privati non convenzionati la detrazione richiede un pagamento tracciabile e la fattura intestata al paziente.
Quante sedute servono per curare la piorrea?
La terapia non chirurgica richiede in genere da due a quattro sedute, seguite da una rivalutazione dopo alcune settimane. Nei casi più estesi o quando serve la chirurgia le sedute aumentano. Dopo la fase attiva seguono le sedute di mantenimento, a intervalli in genere compresi tra tre e sei mesi.
Quanto dura il trattamento della piorrea?
La fase attiva dura di solito da qualche settimana a qualche mese, a seconda della gravità e della necessità di chirurgia. Poi inizia il mantenimento, che prosegue nel tempo: la piorrea non si "finisce di curare", si tiene sotto controllo con controlli periodici.
Il Servizio Sanitario Nazionale copre la cura della piorrea?
Solo per alcune categorie di persone in condizioni di vulnerabilità sanitaria o sociale, secondo criteri nazionali e regionali. Per verificarlo ci si rivolge alla propria ULSS. Nella maggior parte dei casi la terapia è a carico del paziente, con la possibilità di detrarre la spesa.
Perché il preventivo si può fare solo dopo la visita?
Perché il costo dipende da informazioni che si ottengono solo con il sondaggio parodontale e le radiografie: quante zone sono coinvolte, quanto sono profonde le tasche, quanto osso è stato perso. Senza questi dati qualsiasi cifra sarebbe una stima senza fondamento.


