L'Osteopatia al Centro Andriolo: il corso

Aggiornato il: ott 9


Il 26 Novembre presso il Centro Andriolo si terrà il corso di Osteopatia del titolo "Ruolo dell'osteopatia biodinamica nella genesi e nel trattamento delle malocclusioni" rivolto ai professionisti del settore. Da sempre attenti ad una visione globale del paziente, gli specialisti del Centro Andriolo confermano ancora una volta di non basarsi solamente sulla cura dentale, ma di guardare il benessere totale di ogni persona. 


I dettagli del corso


Il corso, della durata di un giorno, prevede una formazione con una parte teorica ed una pratica. Le iscrizioni sono aperte e sono a numero limitato. Per maggiori dettagli potete telefonare allo 0444.340006 o scrivere all’indirizzo email: qualita@centroandriolo.it

Come si integra  l'osteopatia con l'odontoiatria?


L'integrazione dei due campi di pratica è possibile perché il corpo è un'unità di funzione connessa. L'integrità strutturale e il movimento fisiologico intrinseco sono espressi in tutto l'essere umano, con strutture nel viso e nella mascella che si riflettono in tutto il corpo. Le ripetute funzioni quotidiane di respirazione, deglutizione e masticazione coinvolgono direttamente le strutture della testa e del collo e sono coordinate con tutto il corpo. Queste funzioni sono vitali per la salute e il benessere generale.

Osteopatia e Odontoiatria riflettono il principio secondo cui tutte le parti del corpo sono strettamente interrelate: la bocca e la mandibola non sono parti separate dal resto del corpo ed i cambiamenti in queste zone influenzeranno il corpo stesso e viceversa.


Odontoiatri ed Osteopati collaborano per risolvere i problemi alla bocca, denti, mandibola, ossa craniche così come propriamente stabilito nell'approccio osteopatico craniale. 

Quest'approccio afferma che il cervello e il midollo spinale, il liquido cerebrospinale, le membrane craniche durali, le ossa craniche e il sacro si muovono in un ciclo fisiologico leggero ma percettibile. Le strutture dell'articolazione temporo-mandibolare sono parte integrante del meccanismo craniosacrale.


A causa della relazione diretta nella salute tra struttura fisica e funzione, questo ritmo craniosacrale è fondamentale per il benessere del paziente. I tessuti orali devono infatti consentire una completa libertà di movimento nel ciclo craniosacrale: una restrizione o distorsione di questo movimento può contribuire in modo significativo alle condizioni dell'articolazione temporo-mandibolare del paziente. È razionale presumere che la terapia con apparecchi dentali, il movimento ortodontico dei denti, l'equilibrio occlusale, l'estrazione del dente e altre procedure dentali comuni debbano essere basate sulla funzione ottimale di questo meccanismo.


Per questo, le due branche odontoiatriche che più delle altre possono giovarsi della suddetta collaborazione sono: 

  1. disordini temporo-mandibolari;

  2. ortognatodontici.


Cos'è l'osteopatia? 


L’osteopatia è una medicina manuale, un sistema di diagnosi e trattamento che pur basandosi sulle scienze fondamentali e le conoscenze mediche tradizionali (anatomia, fisiologia, biomeccanica, neurologia, ecc..) non prevede l’uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia. Attraverso manipolazioni e manovre specifiche, l’osteopatia  si dimostra efficace per la prevenzione, valutazione ed il trattamento di disturbi che interessano l’apparato neuro-muscolo scheletrico ma non solo. 


Dove nasce l'osteopatia? 


L'osteopatia nasce nel 1870 dall'americano Andrew Taylor Still. Al momento della sua laurea, i farmaci, la chirurgia e gli altri regimi terapeutici tradizionali spesso causavano più male che bene. Alcuni dei farmaci, comunemente somministrati ai pazienti nel suddetto periodo, erano l'arsenico, l'olio di ricino, il whisky e l'oppio. Inoltre, le pratiche chirurgiche antigieniche spesso provocavano più il decesso che la guarigione dei pazienti. Still trovò appiglio negli effetti collaterali relativamente moderati di quelle “modalità” e immaginò che un giorno la "terapia medica razionale" avrebbe contemplato la manipolazione del sistema muscolo-scheletrico, la chirurgia e l'uso molto parsimonioso dei farmaci, tra cui anestetici, antisettici e antidoti. Inventò il nome “osteopatia” - miscelando la radice greca, osteon - per l'osso e path - parola inglese che significa "sentiero, cammino", inteso sia nel senso del "percorso" di crescita , che della eventuale modificazione - al fine di comunicare la sua teoria che la malattia e la disfunzione fisiologica sono state eziologicamente basate su un sistema muscolo-scheletrico disorganizzato. Così, mediante la diagnosi e la cura del sistema muscolo-scheletrico, credeva che i medici potessero trattare una varietà di malattie e risparmiare ai pazienti gli effetti collaterali negativi causati dai farmaci. Sulla base di questo nuovo approccio alla medicina, nel 1892 fu aperta la prima scuola di osteopatia, l’American School of Osteopathy. 

Quali sono i principi dell'osteopatia? 

  • Il corpo è un’unità 

  • Il corpo ha le capacità di auto regolarsi, di auto guarire e di mantenere la salute 

  • Struttura e funzione sono reciprocamente correlate 

  • La persona è vista nella sua globalità, come un sistema composto da muscoli, ossa e visceri e da apparati (circolatorio, nervoso, linfatico, da posture e psiche)


Che cosa cura l'osteopatia?


Il trattamento dell'osteopatia è incentrato sulla salute del sistema muscolo-scheletrico: ossa, muscoli, articolazioni e legamenti. Dolore, formicolio, gonfiore e immobilità potrebbero indicare quando questi tessuti sono in cattive condizioni di salute.

Gli osteopati possono trattare una serie di condizioni, tra cui:

  • mal di testa, emicrania

  • cervicalgia, tensioni alle spalle, mal di schiena, lombalgia, rigidità, schiacciamenti vertebrali, problemi articolari 

  • tensioni alla mandibola 

  • problemi visivi, tensione agli occhi, visione offuscata, problemi di convergenza, glaucoma

  • otiti, vertigini, sinusite, congestioni

  • problemi circolatori e linfatici

  • ogni tipo di infiammazione e nevralgia

  • dolori cronici

  • stress, ansia, nervosismo, insonnia

  • mancanza di energia e vitalità

  • Depressione

Cosa si intende con Osteopatia Biodinamica? 


Nell’Osteopatia Biodinamica viene dato grosso rilievo al “concetto di salute”, in realtà esso rappresenta un caposaldo dell’Osteopatia sin dai tempi di Still, il quale dava grossa importanza alla salute, intesa come naturale tendenza all’auto guarigione. Dal punto di vista pratico, l’osteopatia biodinamica non si concentra specificamente sulla lesione che impedisce la guarigione, ma piuttosto sulla salute che rimane sempre presente (anche se nascosta) nei tessuti colpiti dalla patologia. Secondo questa corrente dell’osteopatia, la trasmissione delle informazioni da un punto all’altro dell’organismo è essenziale nel garantire la sua omeostasi, a condizione però che la continuità delle fibre stesse non sia danneggiata.

Proprio grazie all’osteopatia biodinamica, che considera tutto il corpo e la mente un tutt’uno, è possibile trovare una soluzione a questa mancanza di continuità e ripristinare il benessere generale, sia fisico che mentale.

Quali sono gli origini dell'osteopatia biodinamica? 


L’Osteopatia biodinamica nasce, nella teoria, dal pensiero di W.G. Sutherland, e di A.T. Still, considerati i fondatori dell’osteopatia. Sutherland in particolare ebbe modo di studiare e di descrivere il Meccanismo Respiratorio Primario, che egli riteneva essere mosso da ‘forze esterne’ e al quale diede un nome suggestivo come ‘Respiro di Vita. 

Secondo Sutherland, la fluttuazione del liquido cefalo-rachidiano, o LCR, segue un sistema di ritmi di 2-3 cicli ogni minuto, ed altri lunghi, di sei cicli ogni dieci minuti, che egli chiamò ‘marea lunga’. La presenza di ritmi pieni e bilanciati è segnale di un sistema sano, mentre la presenza di schemi di inerzia segnala che la potenza è rimasta bloccata o distorta a causa di stress o eventi traumatici di vario tipo.

Grandi luminari come il Dr. Rollin E. Becker (1919-1996) e Viola Fryman (1921-2016) svilupparono successivamente il lavoro di Sutherland e condussero una vasta ricerca e pratica clinica convalidando il tipo di approccio e la sua efficacia. Fu solo negli anni ‘70 che il Dr. Upledger, sulle tracce dei suoi predecessori, divulgò ad un pubblico non-medico la disciplina di trattamento del corpo che oggi viene chiamata “craniosacrale”.

Importanti ricercatori e praticanti dagli anni ‘80 a oggi, come Franklyn Sills, Michael Kern, Michael Shea ed altri, hanno fondato una modalità di lavoro definita Biodinamica Craniosacrale, in cui sviluppando le ultime intuizioni del Dr. Sutherland, si lavora con un approccio sempre meno invasivo, più rispettoso e sistemico, e basato sulla relazione.



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